Si può voler tanto bene ad un figlio tanto da renderlo confuso per il troppo amore?

Si può voler tanto bene ad un figlio tanto da renderlo confuso per il troppo amore di cui lo rendiamo oggetto? L’assunto è semplice ed universale: tutte le mamme e i papà del mondo vogliono proteggere il proprio bambino dal pericolo. Qualche genitore però non sa capire quando il proprio intervento protettivo è eccessivo o dannoso per lo sviluppo psicofisico del bambino.

Molte mamme e papà riescono ad instaurare un’interazione con una reciproca soddisfazione. Accudiscono il loro bimbo e lo rendono sicuro. A volte, però, questa sintonizzazione emotiva non si verifica: il bambino si sentirà allora disperato e rassegnato a qualsiasi aiuto esterno.

La mamma di Pallotto, il piccolo orso della nostra storia, al contrario, è troppo presente, troppo invadente, sempre ansiosa di anticipare i bisogni del proprio cucciolo, magari costringendolo a mangiare per colazione ben 10 ciambelle, oppure coprendolo con un maglione di lana anche quando fa caldo, o ancora stringendolo nella morsa di ben due sciarpe!

Pallotto arriva al punto di non sapere più quali sono le sue esigenze, non riconoscendo più le proprie emozioni. Si sente confuso. Ma anche la mamma orsa è confusa: non ha trovato la giusta distanza dal proprio cucciolo; quello spazio vitale in cui ognuno è in grado di sentirsi autonomo e libero di sperimentare, attraverso prove con tentativi ed errori…

La mamma di Pallotto ha sempre paura: si sente così responsabile del proprio cucciolo da non riuscire a pensare che anche lui ha le sue abilità e competenze! E’ sempre in ansia perché non tollera di vivere un’ansia ancora più grande: quella alla quale verrebbe esposta se Pallotto si allontanasse da lei o si ammalasse. Il suo è lo sguardo di una mamma ansiosa che vede solo “il lato negativo” delle esperienze quotidiane.

Tutto questo disagio è somatizzato da Pallotto (che ha continui mal di pancia!) a causa di un’emozione intensa troppo forte, che lo porta al “ribaltamento dei ruoli”, dove è lui che si comporta e agisce per proteggere la sua mamma dall’ansia (mangiando tutto anche se non ha fame, oppure costruendo delle cose che possano piacere alla mamma, ma non a lui), finendo per rimanere intrappolato nella gabbia delle paure che la stessa mamma orsa gli ha costruito intorno.

Mamma orsa dovrebbe imparare a gestire la propria ansia che la travolge “come un treno in corsa”.

Ed ecco che nella storia di Pallotto arriva il dottore Sotuttodegliorsiconilmaldipancia. L’aiuto proposto dal dottore è separare l’orsetto dall’invadente e simbiotica relazione a cui la sua mamma calamita l’ha obbligato a vivere, guidarlo verso la reale scoperta delle sue emozioni, quelle belle e quelle brutte. Ecco perché il dottore porta Pallotto nella foresta degli orsi confusi!

Questo divertente libro di Alberto Pellai con Cd audio è uno dei tre libri scelti dalle maestre della nostra scuola dell’infanzia per la Programmazione Annuale 2015/2016 (Progetto Emozioni) ed il suo personaggio- guida “Pallotto” un valido aiutante di maestra Serena nella sezione “Quercia Saggia” . Pagina dopo pagina insegna che mamma e papà non possono smettere di preoccuparsi per i loro figli: è nel loro DNA! Ma possono imparare a preoccuparsi di meno, o a preoccuparsi meglio…