Ritorniamo alla terra e lei ci insegnerà… a costo zero!

Per un bambino piccolo, non ancora in grado di apprendere dalla pagina stampata o di sostenere la routine scolastica, la Natura è una fonte infallibile di divertimento e istruzione.” (Ellen G. White)

Prima delle parole, dei numeri, delle figure e della storia; prima di sviluppare una qualsiasi consapevolezza di educazione e civiltà, ogni individuo è prima di tutto un figlio della Terra.

Ognuno possiede delle necessità peculiari e del tutto naturali che devono essere soddisfatte appieno per garantire una sana sopravvivenza e raggiungere con successo l’età adulta. Di fatto, un bambino alla nascita è uguale ad ogni bambino nato prima di lui, ovunque,  dall’inizio dei tempi.
Ed in quest’epoca moderna di rapido sviluppo tecnologico, di economia del profitto, di nuclei familiari isolati, ogni nuovo nato richiede le stesse identiche cure essenziali che erano necessarie ai nostri antenati: nutrimento, attaccamento fisico ed emotivo, affetto, calore e sicurezza. Man mano che i bambini crescono, questi bisogni restano ancora fondamentali, e si scopre di continuo come i piccoli rispondano meglio, e con esiti felici, a una vita familiare sana e a lunghi periodi di tempo trascorsi in grandi spazi all’aperto.


Esistono lezioni indispensabili, che ogni bambino deve apprendere per poter vivere una vita sana, e che nulla hanno a che vedere con la cultura moderna o con gli studi accademici, ma che è possibile ricevere solo a contatto con la Natura.
Non è affatto nuova l’idea che i bambini abbiano bisogno di lunghi e indisturbati periodi di tempo da trascorrere nella Natura per poter crescere e prosperare. Il concetto che la salute fisica e intellettiva si realizzi a contatto col mondo naturale è un motivo ritornante tra gli scritti dei migliori educatori e filosofi della storia.

Abbiamo sempre fretta, alcune volte spingiamo i nostri figli a bruciare le tappe nella convinzione che debbano costruirsi una biblioteca interiore di conoscenze pratiche e teoriche non appena mostrano di poterne afferrare i concetti e per quanto di fatto contribuiscano alla creazione di un bel bagaglio di conoscenze, e possano, nei giusti contesti, favorire un amore genuino per l’apprendimento, da sole non hanno la forza di ergersi a colonna portante dell’educazione.

Ciò detto, il tempo trascorso nella Natura è senza dubbio il modo migliore di preparare i bambini per qualsivoglia apprendimento futuro.

Questa è una prospettiva alternativa: se un bambino perde le lezioni apprese sotto la protezione amorevole della Natura, in realtà avrà perduto esperienze e conoscenze virtualmente impossibili da recuperare.

Esiste modo migliore di garantire una soddisfazione che non sia quello di concedere ai bambini la libertà di trascorrere tutto il tempo che desiderano all’aria aperta, dove hanno agio di sognare, giocare e osservare la Terra muoversi attraverso i cicli naturali?

Il senso degli spazi liberi che si sperimenta all’aperto, in paesaggi ampi, contribuisce al sano sviluppo del bambino molto più di quanto non si creda. I bambini hanno bisogno di luoghi dove allargare le braccia senza dover fare i conti con i confini di pareti o barriere; dove correre senza il timore di ostacoli improvvisi. Sensazioni del genere dovrebbero essere un elemento naturale del loro temperamento.

È facile rinchiudersi dentro edifici e veicoli, cosicché al posto della vasta sensazione di pace sperimentata negli spazi aperti e selvaggi, i nostri figli crescono abituandosi alla sensazione innaturale di essere tenuti chiusi e confinati. Non c’è da meravigliarsi che ci si trovi a dover fare i conti con atteggiamenti recalcitranti, irrequieti e problematici da parte dei bambini, o a dover combattere, spesso senza tregua, quando arriva il momento di introdurre l’apprendimento delle materie scolastiche.

Di solito è da adulti che iniziamo ad aspirare in modo consapevole a un sentimento di pace mentale e libertà; e se da bambini abbiamo potuto vivere in modo così libero e sconfinato, il senso di libertà che ne deriva rappresenterà uno dei nostri ricordi d’infanzia più cari.

Risate, avventure, emozioni e creatività caratterizzano alcuni dei ricordi preferiti dei nostri giochi d’infanzia. E non può essere svilito inserendolo nella lista delle attività importanti per i bambini. Il divertimento fine a se stesso è un aspetto cruciale della crescita e ogni volta che sia possibile il gioco dovrebbe essere fatto all’aperto.

Permettere alla Natura, con i suoi strumenti, di prendersi la responsabilità di educare con alcuni degli aspetti più delicati della vita è una delle cose più sagge e avvedute che un genitore o un insegnante possano fare.

Il tempo trascorso nella Natura non ha prezzo. È un tempo non strutturato, non ce n’è alcun bisogno. Sono ore che trascorrono con facilità per grandi e piccoli. Ci si può organizzare con un libro o un hobby portatile, e passare un pomeriggio all’ombra confortevole di un albero mentre i bambini giocano. Evitiamo lo stress di pianificare attività didattiche, e pregustiamo, invece, la semplice libertà dello stare all’aperto.

i nostri bambini hanno avuto la possibilità di stabilire una relazione con un albero? Hanno assistito con i loro occhi al mutare delle stagioni e hanno potuto osservare la vita e la morte nella Natura? Hanno sperimentato i mutamenti del tempo e ascoltato il diverso canto degli uccelli? Come i bambini nati in qualunque era precedente, anche i nostri figli hanno bisogni essenziali che possono essere soddisfatti grazie all’affettività, al nutrimento, alle cure amorevoli e alla libertà negli spazi aperti. Ricordiamocelo, come genitori e come insegnanti, senza mai dimenticare quanto sia importante consentir loro di “parlare alla Terra”.